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Cogliamo l'ironia della vita,
cercando la felicità laddove è nascosta,
mangiando cibo in grandi quantità, 
ma esplorando anche le città più piccole.

THE TRAVELLING TALE

Intervista con i fondatori de: Le Spume del Papini

26-07-2020 18:18

The Travelling Tale

Interviste,

Intervista con i fondatori de: Le Spume del Papini

Storia e passione

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Elena:

“Oggi siamo con Evandro e Lucio Papini, titolari della Papini S.r.l. ed ideatori di queste bibite gustose e originali. Diteci come è iniziata questa avventura!”

 

Evandro:

“L’azienda è stata fondata nel 1923 dall’imprenditore Guido Casini, già gestore di molte altre attività, tra cui un ristorante, un bar, un benzinaio e un cinema.

Ottenne le ricette per le bibite dal Dott. Balotti, un caro amico che lavorava per conto di un’azienda produttrice di essenze, quindi avviò questa piccola distribuzione trovando clienti nei comuni vicini.

Tempo dopo a quest’uomo è subentrato il figlio e ha acquistato una macchina che produceva 6 bibite per volta, e che poi andavano tappate manualmente.

Io entrai nell’azienda a 16 anni, nel 1955, in qualità di ragazzo di bottega, e manifestai da subito al titolare la mia voglia di fare. Così, quando nel 1961 il signor Casini ebbe un infarto e rimase paralizzato, mi disse che voleva cedermi tutta l’attività.

Lui parlò di cessione ma a dire la verità fu quasi un regalo perché non dovetti pagare né di avviamento commerciale, né di clienti. Fu una vera fortuna perché erano anni in cui finanziariamente i soldi giravano poco.

Mi misi dunque al lavoro per portare avanti l’azienda e farla crescere: prima comprai una nuova macchina, già usata, a Modena, quindi iniziai a lavorare sulle ricette facendole un po’ più personalizzate.

Decisi da subito di voler utilizzare materie prime della miglior qualità: il succo d’arancia veniva sempre dalla Sicilia e i miei fornitori erano gli stessi di marchi famosi come “Fanta”, “San Pellegrino”, “Lemonsoda”.

Decisi quindi, non tanto per bravura, quanto per passione, di andare dietro a queste ricette, tentando però di modificarle, a modo mio.

Mi venivano date infatti ricette standard per ogni tipologia di bevanda che io fossi interessato a produrre, quindi stava a me cambiarne leggermente la composizione.

Nel caso dell’aranciata, ad esempio, ricordo che aumentai la quantità di succo d’arancia contenuto dal 12% al 14%.”

 

Elena:

“Che bella storia! E da quanto tempo producete le bibite da 33cl?”

 

Lucio:

“Le produciamo da 4 anni! Prima facevamo solo bottiglie da un litro, che venivano vendute prevalentemente nei circoli e nei bar.”

 

Evandro:

“È vero, ma prima di arrivare a parlare delle bottiglie piccole, mi piacerebbe raccontarvi un aneddoto legato alla nascita di un nostro famoso prodotto.

Negli anni ’50 e ’60 erano molto di moda le feste da ballo, a cui spesso partecipavano i cantanti più amati e famosi, ma anche se tutti avevano piacere di aprire una bottiglia di spumante a mezzanotte, in pochi se la potevano permettere. Allora ci siamo chiesti: ‘E se facessimo qualcosa che assomiglia ad una bottiglia di spumante, ma fosse un analcolico, alla portata di chiunque?’

Fu così che nacque il Panterino.

Per poterlo imbottigliare decidemmo di riutilizzare le bottiglie usate di spumante, poiché chi le produceva nuove non era disposto a venderle. Decidemmo quindi di dare a questo prodotto una colorazione simile a quella dello spumante, utilizzando il ginger, e infine stampammo una pantera in assetto d’agguato sull’etichetta.

Siccome poi, per poter imitare al meglio lo spumante, anche il Panterino avrebbe dovuto fare il botto, risolvemmo la questione gasandolo a 6-7 atmosfere.

Prendemmo una macchinetta apposta per chiudere queste bottiglie: il tappo veniva stretto e inserito nel collo, dopodiché la gabbietta veniva posizionata e chiusa immediatamente.

In conclusione, a quei tempi una bottiglia di spumante costava 300-400 lire, mentre il nostro prodotto ne costava 80, perciò potete capire che fu molto apprezzato.”

 

Elena:

“Wow! Quindi voi siete andati a coprire una fascia di mercato che non esisteva con una ricetta tutta vostra?”

 

Lucio:

“Sì, esattamente! Se lei chiama il fornitore di succhi per avere la ricetta dell’aranciata, le fornisce quella standard, con cui viene fatta ad esempio la Fanta o la San Pellegrino.

Se lei invece chiama dicendo che vuole avere la ricetta per realizzare il Panterino, le risponderà ‘Che?’.

Similmente al caso del Panterino, anche con il Ginger Beer ci siamo dati da fare; abbiamo un dialogo aperto e continuo con i nostri clienti, tale per cui se ci viene consigliato di modificare leggermente un prodotto, spesso ci riflettiamo e prendiamo seriamente in considerazione la richiesta. In questo caso, prima ci hanno chiesto di realizzarlo per vari cocktail, poi, dopo averlo assaggiato, ci hanno chiesto di modificare la piccantezza più volte, fino ad arrivare alla versione attuale.”

 

Evandro:

“E’ vero! Tutte le nostre bevande sono state prodotte facendo tante prove.

Il Panterino è stata un’idea geniale: un misto di succhi, tra cui arancia, limone, pompelmo, messi insieme per ottenere una bevanda da cocktail.

Poi abbiamo deciso di aggiornare i macchinari e tutto il sistema d’imbottigliamento è stato fatto nuovo! Fu un grosso investimento ma ne è valsa la pena.

La vecchia macchina la teniamo fuori sotto un telone, e ormai è da demolizione!

Ma veniamo alla nascita delle bottiglie da 33cl!

Fino agli anni 70-80 la bottiglia da litro andava benissimo, perché era quella che ti versavano al bar quando chiedevi un bicchiere di limonata o di aranciata.

Poi i tempi sono cambiati e la richiesta delle bottiglie da litro è andata diminuendo, così nel momento in cui hanno iniziato a circolare i prodotti regionali, io e mio figlio abbiamo l’idea di iniziare a produrre le bibite piccole. Ed è stato un gran successo.”

 

Elena:

“Abbiamo visto! Noi abbiamo conosciuto queste bibite perché siamo stati in un ristorante e ci hanno chiesto cosa volessimo. Ci siamo lasciati consigliare e, siccome loro usano solo prodotti a km 0 o a filiera corta, ci hanno portato le vostre bibite! Abbiamo bevuto un chinotto e un’aranciata e ci sono piaciute tantissimo!

Ci sono piaciute talmente tanto che abbiamo cercato su Google dove fosse la vostra fabbrica e poi ci siamo presentati direttamente qui per complimentarci e conoscere la storia!

Avete deciso di promuovervi sui social?”

 

Lucio:

“Si! Abbiamo investito un po’ in quell’ambito, su Instagram, Facebook e Google, ma anche su PagineGialle e ItaliaOnline.”

 

Evandro:

“Di recente si sono interessati alle nostre bibite in Svizzera!”

 

Lucio:

“Verissimo. Abbiamo tanti contatti, tra l’Olanda, la Svizzera, e il recente interesse con i paesi asiatici. L’unico problema attuale è rappresentato dal Covid, che sta bloccando tutto.”

 

Elena:

“Ora dovete portarle anche nel Nord Italia!”

 

Lucio:

“Al Nord le hanno! A Milano le usa ‘Toscanino’, ma le hanno anche a Como, vicino al lago e più su, a Lugano, in Svizzera. Devo dire che da ‘Toscanino’ fanno proprio un bel lavoro!“

 

 

Elena: “Noi abbiamo vissuto a Milano, ma io comunque abito a Legnano, un paesino lì vicino, e posso dirle che le consiglieremo a tutti i ristoratori che conosciamo!”

 

Pio: (ride)

 

Elena:

“Dico sul serio!”

 

Pio: “Volevamo anche…”

 

Elena:

“Sì, se fosse possibile vorrei fare qualche foto alle macchine, ma soprattutto volevamo ringraziarla tantissimo!”

 

Evandro:

“Di niente! Mi ha solo fatto molto piacere!”

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Diciamoci la verità: NOI CI SIAMO INNAMORATI! 
Chi ci segue e ci consoce da un pò sa che non ci svendiamo mai, tanto che, come in questo caso siamo stati proprio noi a cercarli poichè i loro prodotti ci erano piaciuti tantissimo! Al nostro arrivo in fabbrica Lucio ci ha accolti con il sorriso e ci ha offerto una bibita per tipo da assaggiare, questo ben prima di sapere che avessimo un blog o un profilo IG.
ui è così: gentile! 

Le loro storie ci hanno toccato e da lì abbiamo proposto loro un  piccola collaborazione. 

Crediamo nel loro prodotto, lo usiamo, i nostri regali di Natale, cari amici, saranno le loro bibite (sappiatelo già). 
 

Spediscono in tutta Italia , e fidatevi ne vale la pena. 

 

Vi lasciamo qui i link per il sito (molto carino) e i social:


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